Confessioni di un criminale di guerra
di Livio Senigalliesi

"Mi chiamo Borislav Herak, sono nato il 18/1/1971 a Sarajevo. Mio padre si chiama Sretko. Mi sono arruolato nell'esercito tramite mio cugino Radomir…". Così inizia l'intervista filmata dal regista Ademir Kenovic al più noto dei criminali di guerra serbi internato nel carcere di Sarajevo. Herak, uno degli aguzzini del famigerato "Motel Sonja" di Vogosca, venne arrestato nell'inverno '92-'93 e processato dal Tribunale militare. Condannato alla pena capitale, sta ora scontando l'ergastolo.

"Facevamo le prove con i maiali - ammette durante l' interrogatorio - li scaraventavamo a terra, prendevamo il coltello e li sgozzavamo." (…) "Un giorno il capitano Boro ci ha detto che potevamo andare al Motel Sonja a violentare un po' di ragazze, che era bene per il morale." (…) " C'erano circa cinquanta donne rinchiuse in una stanza. Un tipo ha detto a una ragazza di uscire. Si chiamava Amela, era bella. Siamo andati di sopra in una stanza e ci hanno detto 'Fatene quello che vi pare'. L'abbiamo schiaffeggiata una o due volte, poi le abbiamo tolto i vestiti e l'abbiamo violentata. Tutti e quattro. Poi ci hanno detto 'Ora potete ucciderla, non abbiamo più bisogno di lei. Così l'abbiamo portata sul monte Zuc. Ho preso la pistola e le ho sparato un colpo in testa…'. Borislav Herak e il complice Damianovic hanno ammesso di aver ucciso in questo modo almeno settanta giovani donne bosniache.