| SICUREZZA IN ZONA DI GUERRA Giornalisti sempre più esposti e vulnerabili nelle zone di conflitto: le proposte e le risposte di Reporters sans frontières Ogni anno, varie decine di giornalisti sono vittime dei conflitti che cercano di documentare. La guerra in Iraq, la più sanguinosa per i professionisti dell’informazione dalla Seconda guerra mondiale ai nostri giorni, ha sottolineato l’importanza fondamentale dell’adozione di misure ad hoc per aumentare la sicurezza dei giornalisti impegnati sui fronti di guerra. Dal 1992, Reporters sans frontières ha calcolato che 792 giornalisti sono stati uccisi nel mondo, di cui 398 assassinati in zone di conflitto, ovvero la metà. Nel 2006, 44 giornalisti sono stati uccisi in zone di conflitto (39 in Iraq, 2 nello Sri Lanka, 1 in Libano, 1 in Pakistan e 1 in Somalia), vale a dire il 54 % del numero totale delle vittime. Dall’inizio del 2007, 12 giornalisti sono stati uccisi in zone di guerra (Iraq e Somalia) La guerra in Iraq è senza alcun dubbio il conflitto più sanguinoso per i giornalisti dalla Seconda guerra mondiale ai nostri giorni. Dall’inizio del conflitto, il 20 marzo 2003, 155 giornalisti e collaboratori dei media sono stati uccisi nel Paese: cioè più che in 20 anni di guerra in Vietnam e più che durante la guerra civile in Algeria. In Vietnam, circa 63 giornalisti sono stati uccisi dal 1955 al 1975. Durante il conflitto in ex Jugoslavia, tra il 1991 e il 1995, 49 professionisti dei media sono stati uccisi mentre esercitavano il loro mestiere. E in Algeria, durante la guerra civile (1993-1996), 77 giornalisti e collaboratori dei media sono stati uccisi. Il dispositivo "Sicurezza dei giornalisti" di Reporters sans frontières I documenti giuridici Reporters sans frontières si occupa, da quando è stata creata, della problematica della "Sicurezza dei giornalisti". Uno dei primi progetti realizzati in questo campo è stata l’elaborazione, con la collaborazione dell’Unesco, di una Guida pratica per il giornalista. Destinata ai reporter che si apprestano a recarsi in zone di conflitto, questo manuale richiama alla mente le principali norme giuridiche internazionali che proteggono la libertà di stampa e offre dei consigli pratici per evitare le trappole e le insidie del “terreno”. Nel 2002, grazie alla spinta di Reporters sans frontières, una Carta sulla sicurezza dei giornalisti impegnati in zone a rischio è stata elaborata. Questo documento presenta otto principi che, se rispettati dalle direzioni degli organi di informazione coinvolti, contribuiscono a limitare e a prevenire i rischi per i giornalisti inviati al fronte. Recente risultato del suo lungo lavoro di lobbying, Reporters sans frontières ha potuto inoltre felicitarsi, nel mese di dicembre 2006, per l’adozione da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, della risoluzione 1738 sulla protezione dei giornalisti nelle zone di conflitto. Incoraggiate dall’organizzazione, le autorità francesi e greche hanno sostenuto il progetto e convinto gli altri membri del Consiglio di Sicurezza a votare rapidamente in favore della risoluzione. Il testo esorta gli Stati membri delle Nazioni Unite a proteggere i giornalisti e ad aprire un’indagine se un reporter perdesse la vita o fosse ferito durante un conflitto armato. Un’assicurazione per i free-lance Reporters sans frontières propone ai giornalisti indipendenti di sottoscrivere un’assicurazione. Troppo spesso, i free-lance che partono per documentare un conflitto – sempre più numerosi – non sono assicurati. I costi esorbitanti di questo tipo di assicurazioni e la mancanza di informazioni sono i principali motivi di questa situazione. Reporters sans frontières ha firmato una convenzione con il gruppo Audiens, in partenariato con ACE Europe, per poter offrire ai reporter free-lance un’assicurazione a tariffe preferenziali. Dalla creazione di questo “pacchetto assicurativo”, negli ultimi mesi del 2002, circa 300 giornalisti free-lance hanno sottoscritto l’assicurazione tramite Reporters sans frontières, soprattutto i giornalisti che si accingevano a recarsi in Afghanistan, in Iraq, in Libano e in Sudan. L’assicurazione comporta tre diverse opzioni (la copertura è valida 24h/24), per ogni viaggio professionale di una durata inferiore a 90 giorni consecutivi. L'opzione 1, per un costo di 3 euro al giorno, permette di beneficiare di un’assistenza garantita. Le opzioni 2 e 3 (di 6 euro e 7,50 euro) permettono di beneficiare di un’assistenza garantita e di un capitale in caso di: - morte accidentale durante la missione, - invalidità dovuta ad un incidente avvenuto durante la missione. Ulteriori informazioni sul sito : www.rsf.org. Per sottoscrivere questa assicurazione tramite Reporters sans frontières, scrivere a : assurance@rsf.org o insurance@rsf.org Prestito di giubbotti antiproiettile, di caschi e apparecchi di segnalazione L'organizzazione presta gratuitamente ai giornalisti alcuni giubbotti antiproiettile e dei caschi. Offerti dal ministero della Difesa francese, i giubbotti di categoria 3 sono stati dipinti di nero e presentano la scritta "PRESS" nella parte frontale e posteriore. Tre misure sono disponibili (piccolo, medio, grande) e pesano circa 10 chili ognuno. Un assegno di cauzione di 900 euro è richiesto. Il prestito può durare per un periodo massimo di due mesi. I caschi sono bianchi e presentano la scritta "TV". Pesano 1,510 kg ognuno. Le condizioni del prestito sono le stesse che per il giubbotto antiproiettile, ma l’assegno di cauzione richiesto è di 250 euro. Due giubbotti e due caschi non presentano nessuna scritta. In totale, dieci giubbotti e caschi sono disponibili. Per poter ricevere un apparecchio di segnalazione, è richiesto un assegno di cauzione di 900 euro. I giornalisti devono riempire un “formulario di viaggio” nel quale sono pregati di indicare la destinazione precisa del reportage da loro intrapreso, i loro recapiti e quelli della persona da avvertire in caso di necessità. Dal 2007, Reporters sans frontières offre ai giornalisti che ne fanno la richiesta un kit di prima assistenza. Offerti dal centro di salute Audiens, questi kit contengono dei medicinali di prima necessità, dei prodotti per disinfettare le ferite etc. nell’attesa di poter beneficiare di cure mediche più mirate. Per poter usufruire di questo « pacchetto di protezione », i giornalisti in partenza possono rivolgersi via email a Reporters sans frontières: securite@rsf.org o safety@rsf.org. Per il momento, questi mezzi di protezione sono unicamente disponibili nella sede dell’organizzazione, a Parigi. Una hotline per i giornalisti in pericolo Infine, SOS Presse, una linea telefonica di urgenza per i giornalisti (0033 1 47 77 74 14) è disponibile 7 giorni su 7, 24 ore su 24. Grazie al sostegno di American Express, questa hotline permette di contattare rapidamente un responsabile di Reporters sans frontières. Per ulteriori informazioni sul dispositivo "Sicurezza dei giornalisti" di Reporters sans frontières www.rsf.org, (33) 1 44 83 84 84 Giovedì 3 maggio 2007 Nuovo album fotografico di RSF :100 foto del Festival di Cannes Per la libertà di stampa In occasione della 17esima Giornata internazionale della libertà di stampa, il 3 maggio, Reporters sans frontières, con la collaborazione del Festival di Cannes, pubblica un album interamente consacrato alla celebre manifestazione cinematografica. Abbiamo deciso di condividere con voi 100 immagini del passato del Festival: 60 anni di istanti rubati, star, tappeto rosso, fascino ed emozioni…. I ricavi delle vendite saranno interamente devoluti all’organizzazione per permetterle di realizzare azioni concrete in favore della libertà di stampa : assistenza ai giornalisti in difficoltà e alle loro famiglie, sostegno ai media in difficoltà, indagini ad hoc in caso di uccisioni rimaste impunite di giornalisti, pagamento dei costi processuali e delle parcelle degli avvocati dei giornalisti perseguitati dalle autorità giudiziarie nazionali, accoglienza dei reporter costretti a fuggire dal loro Paese etc. In vendita dal 3 maggio a soli 8,90 euro. La lista dei predatori della libertà di stampa è inserita nell’album fotografico. Alcune foto libere da diritti e ad alta definizione sono disponibili : è possibile farne la richiesta mandando un’e-mail a: presse@rsf.org Per ulteriori informazioni: Reporters sans frontières: 0033 01 44 83 84 72 |